Non proprio il solito thriller che viene dal Nord

Copertina dell’Ipnotista di Lars Kepler
Copertina dell’Ipnotista di Lars Kepler

Buono anche se non bello. Non memorabile, ma funziona.

Sì, è vero, avevo la febbre ed ero senza computer portatile, però ho letto le quasi 600 pagine praticamente senza interruzioni. E se la sequenza dei capitoli riesce ad agganciare un non appassionato del genere, credo si possa dire che il libro funzioni davvero, grazie all’alternanza dei punti di vista e dei tronconi di storia e grazie a quel continuo gettare ami cui non si può che abboccare e voltare ancora pagina per sapere cosa succederà poi, quale colpo di scena o quale rivelazione sta per arrivare. Inoltre, specularmente alla sensazione di familiarità (letteraria) per le scene e le situazioni raccontate, si avverte quella di originalità o almeno non banalità, che in tempi in cui i thriller piovono a catinelle non è un particolare da poco.
E poi ci sono i difetti: si notano soprattutto quando il ritmo cala e la narrazione indugia un po’ troppo su una sola parte della storia, quando compaiono un po’ troppi eroi borghesi o quando si resta un po’ in superficie (non accade molto spesso), però alla fine tutte le porte vengono chiuse e i conti tornano.

Autore: Lars Kepler
Titolo: L’ipnotista
Editore: Longanesi

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