Dalla parte dei cattivi

Fatti e non colture

1 milione di firme contro gli OGM

La Commissione Europea ha recentemente approvato la coltivazione di alimenti geneticamente modificati. Per la prima volta in 12 anni gli interessi economici delle compagnie che producono cibi OGM sono stati messi al primo posto rispetto all’opinione pubblica. Il 60% della popolazione europea sente il bisogno di ricevere informazioni chiare a riguardo, prima di rassegnarsi alla decisione. Aavaz lancia una petizione per bandire i cibi OGM dall’Europa, fino a che non sarà fatta chiarezza.

Qualche giorno fa, il box più in basso a destra della newsletter di esterni (se non conoscete l’associazione, visitate il sito www.esterni.org) conteneva la segnalazione sopra-citata, corredata di link al sito dell’organizzazione promotrice della petizione.

Approvata la coltivazione di alimenti geneticamente modificati? La Commissione Europea ha messo gli interessi economici di alcune compagnie davanti a quelli dell’opinione pubblica? Il 60% della popolazione europea chiede più informazion al riguardo? 1 milione di firme per bandire i cibi OGM dall’Europa fino a che non sarà fatta chiarezza? Bisogna correre immediatamente ai ripari, aderire all’appello, pubblicarlo sulla bacheca di facebook e nella cronologia dei miei tweet, inoltrare l’email a tutti i conoscenti… un paio di click e anche io avrei fatto la mia parte nella lotta contro la lobby delle multinazionali del cibo, anche io avrei fatto sentire la mia voce, mi sarei unito al coro dei giusti, avrei esercitato i miei diritti di cittadinanza; anche a nome di tanti altri esclusi, pigri o distratti!

Un momento, però, non è tutto troppo facile? Cos’è questa mobilitazione senza neanche alzarsi dal divano di casa, cosa significa questo impegno senza sforzo? Voglio almeno saperne di più: chi promuove la petizione? Qual è il testo approvato dalla Commissione Europea? Quali interessi economici sono stati privilegiati? Da dove vengono i dati citati sull’opinione dei cittadini europei in merito?

Ho provato a seguire il link contenuto nella newsletter (clicca qui per leggerla tutta) e tutto quello che ho trovato è stato la riproposizione dell’appello: sopratutto, non ho trovato nessun approfondimento che rispondesse in qualche modo alle domande che mi ero fatto sulla petizione, mentre mi sono fatto un’idea più chiara di cosa sia e cosa faccia Avaaz (chi siamo) pur ritrovando riproposte le stesse tecniche di comunicazione, dichiarazioni efficaci molto condivisibili non seguiti da approfondimenti, come questi:

Avaaz.org  è una comunità di 5,5 millioni di cittadini globali che agiscono per risolvere i più importanti problemi che il mondo affronta oggi… Il nostro scopo è assicurarci che le opinioni e i valori della popolazione mondiale – e non solo quelli delle classi politiche e delle corporation – contribuiscano a determinare le decisioni prese a livello globale… Per raggiungere il potere e l’influenza esercitati dai leader e dalle corporation transnazionali, i membri di Avaaz.org stanno costruendo un movimento di cittadini senza frontiere… Usando le tecnologie più avanzate, Avaaz.org dà la possibilità a persone comuni di ogni angolo del pianeta di esprimere la loro opinione contattando direttamente le aziende, i media e coloro che prendono le decisioni a livello mondiale.

In alto a destra nella pagina, in bella vista, c’è un contatore delle iniziative intraprese dall’associazione (al momento sono circa 25 milioni in meno di 3 anni), ma se volete sapere qualcosa sui risultati ottenuti (esattamente quello che vorrei io), dovete prima iscrivervi all’associazione come si legge nella frase conclusiva della presentazione:

Iscrivendoti ad Avaaz.org riceverai aggiornamenti sulle nostre campagne e sulle azioni da intraprendere online e offline per contribuire a risolvere i più urgenti problemi globali.

Tutto qui? Sì, tutto qui. Pur approvando lo spirito di questa azione e dell’operato di Avaaz e di altre organizzazioni simili, sono rimasto deluso e ho deciso di non aderire all’appello, ma di approfondire per conto mio perché non so voi, ma io ho visto all’opera le stesse tecniche di comunicazione di quei governi e di quelle lobby contro cui venivo chiamato a mobilitarmi: slogan facili e condivisibili che fanno leva sulle paure (finendo per alimentarle e amplificarle) invece di fatti e dati concreti che dimostrino la nobiltà della causa.

Voglio prima capire, anche a costo di finire dalla parte dei cattivi.

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