La solita vecchia storia, ma raccontata bene

Copertina di La donna di scortaAutore: Diego De Silva
Titolo: La donna di scorta
Casa editrice: PeQuod 1999 | Einaudi 2002

Sarà anche la solita vecchia storia – quella dell’incontro casuale, del colpo di fulmine, della necessità di un altro che diventa immediatamente L’Altro (quello con la A maiuscola e l’articolo determinativo davanti), di un’asimmetria sentimentale per la quale uno si dà in maniera completa e gratuita e l’altro resta sempre sulla soglia tra due relazioni e due vite – eppure non si avverte mai una sensazione di banalità leggendo questo romanzo breve di Diego De Silva. E dire che i personaggi e i loro comportamenti sono assolutamente ordinari: è lui ad avere una famiglia, è lui a barare, è sempre lui a sottrarsi e a ricevere di più, è lui a sentirsi amante frustrato di fronte alla generosità dei sentimenti delle donne che lo condividono.

Sono la lingua, lo stile, l’attenzione ai dettagli nella costruzione della trama, sono le parole scelte con cura per ritrarre, descrivere e narrare a riscattare quella che potrebbe essere una comunissima commedia romantica rendendola qualcosa di più esistenziali, un piccolo romanzo dei sentimenti o persino del sentire.

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