Cambiare linguaggio

Da elettore di questo centrosinistra, al post di Giuseppe Civati che chiedeva considerazioni sulla situazione politica alla luce delle conclusioni del Presidente della Repubblica, mi sono sentito di commentare così:

Non sono contento di come stiano andando le cose, perciò provo a dire anche la mia, ma a partire da dove siamo e non da dove vorrei che fossimo.

Bisogna agire senza indugio, ora più che mai: il centrosinistra che è arrivato primo alle elezioni deve prendere l’iniziativa nei due rami del Parlamento come se Bersani avesse ottenuto l’incarico di formare un governo. Continua a leggere “Cambiare linguaggio”

Book detector: un sito per lettori militanti?

È stato appena lanciato Book Detector e, incuriosito, qualche sera fa sono andato alla presentazione che si è tenuta nella sala Bausch del teatro Elfo Puccini a Milano. La vera novità del progetto sta nel suo essere in controtendenza rispetto ai principali fenomeni del momento e non mi riferisco solo alla scelta di un nome così poco accattivante (bello il logo invece).  Continua a leggere “Book detector: un sito per lettori militanti?”

Problemi di comunicazione

“L’euro è stata una mossa massonica di un gruppo di banchieri che ha deciso tutto per tutti e oggi ci troviamo in questa situazione. Grillo e il Movimento si propongono di promuovere un referendum per chiedere agli italiani se vorranno stare nell’euro e questo non vuol dire che il Movimento è contro l’euro”. Lo ha detto nel corso di Sky TG24 Pomeriggio il responsabile della Comunicazione del M5S, Daniele Martinelli. Si può giudicare qualcosa come “una mossa massonica” (dove massonica ha evidentemente un valore negativo) e poi non dichiararsi apertamente contro? Qualcosa di simile mi era capitato leggendo quest’altra dichiarazione … Continua a leggere Problemi di comunicazione

L’ottimo è nemico del bene

Domani cominceranno i lavori del Parlamento uscito dalle elezioni dello scorso febbraio e non è chiaro cosa accadrà, se sarà possibile formare un governo di qualche tipo o se si riuscirà a eleggere un nuovo Presidente della Repubblica che sciolga le Camere e riconvochi le elezioni, perciò questa mattina ho approfittato del viaggio in treno per recarmi al lavoro per buttare giù qualche considerazione sul perché mi auguro che la settimana prossima riesca il tentativo di Bersani di formare un governo di scopo con la fiducia dei parlamentari del MoVimento 5 Stelle.

In sintesi, penso che gli eletti del Movimento 5 Stelle dovrebbero riflettere bene sulla decisione di non votare la fiducia ad alcun governo che non sia il loro una volta che avranno ottenuto la maggioranza assoluta in Parlamento. La trovo una posizione legittima, ma poco generosa verso il resto del Paese.
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Non una parola di troppo, non una fuori posto

Avrebbe potuto essere solo un racconto intimista, autobiografico o autoreferenziale pubblicato in occasione del primo anniversario della morte di un grande scrittore; avrebbe potuto essere perfino un’esibizione del dolore di cattivo gusto. Invece, grazie a una delle voci più belle della letteratura italiana di questi anni, Mi riconosci di Andrea Bajani (Feltrinelli editore) è diventato una sentita orazione funebre per Antonio Tabucchi, per l’amico perduto e per un autore che tanto ha dato alla nostra lingua e alla letteratura. Come sempre, Andrea Bajani non spreca parole, è essenziale e condensa senso e significati intorno a quelle che sceglie attentamente per dar … Continua a leggere Non una parola di troppo, non una fuori posto

Non è bastato il talento

Più riguardo a Island of a Thousand Mirrors

I figli della mezzanotte di Salman Rushdie, Le linee d’ombra di Amithav Ghosh, Il dio delle piccole cose di Arundhati Roy, Il Budda delle periferie di Hanif Kureishi, L’omonimo di Jumpha Lahiri sono solo alcuni dei precedenti illustri cui si può pensare leggendo Island of A Thousand Mirrors di Nayomi Munaweera. Originaria dello Sri Lanka, l’autrice prova a raccontare la storia del suo Paese dall’indipendenza ai giorni nostri, passando per le atrocità della guerra civile tra le Tigri Tamil e il governo centrale, un conflitto ventennale che segna la vita dell’isola e dei personaggi principali del romanzo al punto da rendere impossibile ricordare un prima della guerra. Ma Island of A Thousand Mirrors è anche un romanzo sulla diaspora da quel piccolo Paese circondato dall’oceano Indiano, sulle difficoltà di adattarsi e farsi accettare in una nuova terra (gli USA in questo caso), sulla nostalgia per la madrepatria e la voglia di cancellare ogni legame con una terra troppo tormentata. Continua a leggere “Non è bastato il talento”