L’ottimo è nemico del bene

Domani cominceranno i lavori del Parlamento uscito dalle elezioni dello scorso febbraio e non è chiaro cosa accadrà, se sarà possibile formare un governo di qualche tipo o se si riuscirà a eleggere un nuovo Presidente della Repubblica che sciolga le Camere e riconvochi le elezioni, perciò questa mattina ho approfittato del viaggio in treno per recarmi al lavoro per buttare giù qualche considerazione sul perché mi auguro che la settimana prossima riesca il tentativo di Bersani di formare un governo di scopo con la fiducia dei parlamentari del MoVimento 5 Stelle.

In sintesi, penso che gli eletti del Movimento 5 Stelle dovrebbero riflettere bene sulla decisione di non votare la fiducia ad alcun governo che non sia il loro una volta che avranno ottenuto la maggioranza assoluta in Parlamento. La trovo una posizione legittima, ma poco generosa verso il resto del Paese.

Penso che i quasi 9 milioni di voti ricevuti dal MoVimento non rappresentino neanche un quinto dei cittadini italiani aventi diritto al voto e questo vale per il Partito Democratico come per gli altri, incluso il MoVimento 5 Stelle.

Penso, parafrasando uno dei soci di Gianroberto Casaleggio col quale ho lavorato a più stretto contatto durante un mio passato impiego presso una società di cui erano consulenti, che “l’ottimo possa essere nemico del bene” e che non è affatto detto che alle prossime elezioni il MoVimento 5 Stelle tragga slancio dalla scelta di far fallire il tentativo di Bersani.

Penso che tornare a votare non sia un problema, succede senza drammi in tanti Paesi che vivono situazioni ben più drammatiche di quella italiana, ma penso anche che abbiamo due grandi opportunità davanti a noi e che vadano colte subito:

  • dar vita a un governo autenticamente progressista e popolare anche se a tempo, un governo che inneschi il cambiamento;
  • chiudere una volta  per tutte il capitolo Berlusconi (a meno che quelli del MoVimento 5 Stelle non vogliano diventare i prossimi imputati per non averlo fatto quando ne hanno avuto la possibilità).

Penso che Bersani abbia capito queste cose e stia dimostrando molta umiltà e penso che votare la fiducia a un governo come quello che ha proposto – senza fare sconti a nessuno – sia l’unico modo che hanno i cosiddetti grillini per arrivare a votare “proposte in linea con il loro programma”.

Penso che i parlamentari del MoVimento 5 Stelle dovrebbero votare la fiducia a un governo come quello proposto da Bersani e magari partecipare attivamente alla sua formazione, indicando modifiche e precisazioni agli 8 punti proposti e suggerendo persone oneste, preparate e slegate dai partiti per ricoprire qualche ruolo di responsabilità.

Penso che collaborare alla nascita di un governo simile sarebbe il modo migliore per dimostrare una volta di più l’impegno concreto del MoVimento 5 Stelle per il bene del Paese e la sua capacità di realizzarlo, oltre che il miglior viatico per raccoglierne i frutti alle prossime – comunque vicine – elezioni, senza passare per collusi col Sistema per aver collaborato a riformarlo, renderlo più trasparente e più vicino ai cittadini.

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