I dati sono fatti (e sono lì per essere letti)

Copertina di Social winnerUn’ottima lettura per capire meglio sia come è stata vissuta in rete e in particolare su twitter la campagna elettorale per le politiche di febbraio 2013, sia come affrontare l’analisi delle discussioni che in rete avvengono.

Partendo dai dati raccolti attraverso il progetto Italia2013 coordinato da Riccardo Luna e Marco Pratellesi, gli autori hanno provato a fornire in questo ebook una delle possibili chiavi di lettura degli sviluppi on line avuti dalla campagna elettorale, focalizzandosi principalmente sulle reazioni degli utenti per cercare di inquadrare nella prospettiva giusta quei fenomeni che magari abbiamo visto accadere senza renderci davvero conto di quanto fossero davvero rilevanti o effimeri (dall’hashtag #sucameloMonti al meme “Berlusconi restituisce cose”; dall’intervista di Berlusconi a Servizio pubblico fino allo scandalo MPS o alla marea montante dello Tsunami Tour di Beppe Grillo…).

Attraverso analisi sempre corredate di informazioni, numeri, grafici e tabelle riassuntive, scopriamo per esempio che, se le elezioni fossero state uno specchio fedele di quanto avvenuto in rete, non avremmo avuto un Parlamento molto diverso da quello determinato dai voti espressi, che proprio il confronto tv tra Santoro, Travaglio e Berlusconi, lo scandalo MPS e lo Tsunami tour sono stati i momenti salienti della campagna elettorale, ma soprattutto che a osservare quanto stava accadendo sarebbe stato ancora più facile non restare sorpresi dall’esito finale delle elezioni.

Come dire che la mitica Rete e i social network sono divenuti maturi come luoghi di espressione dell’opinione pubblica e che anche gli strumenti per analizzarli lo stanno diventando: di qui la possibilità di un data journalism che racconti altrettanto bene chi siamo e dove stiamo andando, forse persino in maniera più puntuale e dettagliata che avendo come orizzonte esclusivo il non meno mitizzato (ma senz’altro meno misurabile) Territorio.

P.S.: lettura molto consigliata ai dirigenti del Partito Democratico che consigliavano di non ascoltare le voci dei cittadini che arrivavano da Internet (o dalla Piazza e dal Terrritorio se è per questo) durante i giorni dell’elezione del Presidente della Repubblica.

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