Il dolore è una cosa con le piume di Max Porter (Guanda)

Il dolore è una cosa con le piume è un libro di Max Porter, pubblicato in Italia da Guanda. È un libro singolare, ricco di riferimenti alla poesia di Ted Hughes, sulla perdita, l’elaborazione del lutto, il superamento della disperazione, l’accettazione del dolore anche attraverso la poesia. Continua a leggere Il dolore è una cosa con le piume di Max Porter (Guanda)

Non una parola di troppo, non una fuori posto

Avrebbe potuto essere solo un racconto intimista, autobiografico o autoreferenziale pubblicato in occasione del primo anniversario della morte di un grande scrittore; avrebbe potuto essere perfino un’esibizione del dolore di cattivo gusto. Invece, grazie a una delle voci più belle della letteratura italiana di questi anni, Mi riconosci di Andrea Bajani (Feltrinelli editore) è diventato una sentita orazione funebre per Antonio Tabucchi, per l’amico perduto e per un autore che tanto ha dato alla nostra lingua e alla letteratura. Come sempre, Andrea Bajani non spreca parole, è essenziale e condensa senso e significati intorno a quelle che sceglie attentamente per dar … Continua a leggere Non una parola di troppo, non una fuori posto

Non mi ricorderò quasi niente

L’ho letto per caso e non avevo molte aspettative. Non mancano arguzia, sagacità e un paio di frasi memorabili, ma il libro ha tutti i limiti degli zibaldoni dello stesso genere, quelle raccolte di articoli, riflessioni e scritti vari che risultano piacevolissimi e interessanti se letti nel tempo, come rubriche su un quotidiano, una rivista periodica o un blog, spesso divenendo un appuntamento imperdibile con l’autore, ma mostrano tutti i loro limiti e la loro autoreferenzialità una volta selezionati e racchiusi in un volume. Leggetelo, se adorate Nora Ephron e volete sapere davvero tutto di lei, della sua vita e … Continua a leggere Non mi ricorderò quasi niente

La battaglia per la libertà di espressione: Salman Rushdie racconta in prima persona a BookCity la sua esperienza degli anni della fatwa

Salman Rushdie e Mario Calabresi al Teatro Franco Parenti per BookCity

Si conclude oggi la prima edizione – la numero zero – di BookCity, manifestazione che nelle intenzioni del comitato organizzatore deve restituire a Milano il ruolo di capitale dell’editoria nazionale. Nel nutritissimo cartellone degli appuntamenti (circa 350 – sparsi dal centro alle periferie – in 3 giorni) che ha portato in città convegni, mostre reading e altri eventi nel segno dei libri, non sono mancati gli incontri con gli autori, una vera e propria manna per i lettori che hanno potuto vederli e ascoltarli dal vivo. Non sono mancate le presenze di grandissimi autori internazionali, tra i quali Salman Rushdie di cui la casa editrice Mondadori ha di recente pubblicato il memoir Joseph Anton, un libro in cui racconta i difficili anni della vita in clandestinità cui era stato costretto dalla “fatwa” pronunciata dall’ayatollah iraniano Khomeyni per aver scritto I versi satanici.

Di seguito, una cronaca – fatta a partire dai tweet che avevo annotato – dell’incontro-intervista con il direttore della Stampa Mario Calabresi e Salman Rushdie, che si è tenuto alle 11 di questa mattina nella Sala Grande del Teatro Franco Parenti di Milano, dal titolo La battaglia per la libertà di espressione: Salman Rushdie ci racconta in prima persona la sua esperienza degli anni della fatwa. Continua a leggere “La battaglia per la libertà di espressione: Salman Rushdie racconta in prima persona a BookCity la sua esperienza degli anni della fatwa”

Mi ha ricordato Persepolis

Impossibile non pensare a Persepolis, il bianco e nero e certe scelte stilistiche nella raffigurazione dei personaggi sembrano discendere direttamente da lì (e probabilmente entrambe devono molto alla tradizione dell’illustrazione araba). La narrazione invece sta su un registro completamente diverso e in questo Mi ricordo Beirut sta a Persepolis come le impressioni annotate su un diario stanno a un grande romanzo di formazione. Ho provato una certa malinconia al pensiero di quale splendido Paese doveva essere il Libano prima della guerra. Autrice: Zeina Abirached Titolo: Mi ricordo Beirut Editore: Becco Giallo Continua a leggere Mi ha ricordato Persepolis

Esilarante

«Quindi, Dio, ti prego, non uccidere mia moglie a causa di questo libro. Non uccidere mio figlio, e non uccidere i miei cani. Se devi per forza uccidere qualcuno, uccidi […], ma non uccidere me. E non uccidere Orli. E non uccidere nostro figlio. Dopotutto è solo un libro, cazzo. Scusa.» Può essere ridondante a volte, ma per lo più è davvero E-SI-LA-RAN-TE. Autore: Shalom Auslander Titolo: Il lamento del prepuzio Editore: Guanda Continua a leggere Esilarante