L’India di Rushdie non è solo un’espressione letteraria

Copertina di Shalimar il clown

Con Shalimar il clown (Mondadori) – storia di sentimenti, passioni, vendette, lotte e intrighi politici sullo sfondo della tragedia del Kashmir e dell’emergente (all’epoca) fondamentalismo islamico armato – Rushdie aggiunge un’altra tessera al mosaico della sua India immaginaria, come se negli anni andasse componendo un vero e proprio romanzo vivo del subcontinente dall’indipendenza ai giorni nostri.

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Non è bastato il talento

Più riguardo a Island of a Thousand Mirrors

I figli della mezzanotte di Salman Rushdie, Le linee d’ombra di Amithav Ghosh, Il dio delle piccole cose di Arundhati Roy, Il Budda delle periferie di Hanif Kureishi, L’omonimo di Jumpha Lahiri sono solo alcuni dei precedenti illustri cui si può pensare leggendo Island of A Thousand Mirrors di Nayomi Munaweera. Originaria dello Sri Lanka, l’autrice prova a raccontare la storia del suo Paese dall’indipendenza ai giorni nostri, passando per le atrocità della guerra civile tra le Tigri Tamil e il governo centrale, un conflitto ventennale che segna la vita dell’isola e dei personaggi principali del romanzo al punto da rendere impossibile ricordare un prima della guerra. Ma Island of A Thousand Mirrors è anche un romanzo sulla diaspora da quel piccolo Paese circondato dall’oceano Indiano, sulle difficoltà di adattarsi e farsi accettare in una nuova terra (gli USA in questo caso), sulla nostalgia per la madrepatria e la voglia di cancellare ogni legame con una terra troppo tormentata. Continua a leggere “Non è bastato il talento”

La battaglia per la libertà di espressione: Salman Rushdie racconta in prima persona a BookCity la sua esperienza degli anni della fatwa

Salman Rushdie e Mario Calabresi al Teatro Franco Parenti per BookCity

Si conclude oggi la prima edizione – la numero zero – di BookCity, manifestazione che nelle intenzioni del comitato organizzatore deve restituire a Milano il ruolo di capitale dell’editoria nazionale. Nel nutritissimo cartellone degli appuntamenti (circa 350 – sparsi dal centro alle periferie – in 3 giorni) che ha portato in città convegni, mostre reading e altri eventi nel segno dei libri, non sono mancati gli incontri con gli autori, una vera e propria manna per i lettori che hanno potuto vederli e ascoltarli dal vivo. Non sono mancate le presenze di grandissimi autori internazionali, tra i quali Salman Rushdie di cui la casa editrice Mondadori ha di recente pubblicato il memoir Joseph Anton, un libro in cui racconta i difficili anni della vita in clandestinità cui era stato costretto dalla “fatwa” pronunciata dall’ayatollah iraniano Khomeyni per aver scritto I versi satanici.

Di seguito, una cronaca – fatta a partire dai tweet che avevo annotato – dell’incontro-intervista con il direttore della Stampa Mario Calabresi e Salman Rushdie, che si è tenuto alle 11 di questa mattina nella Sala Grande del Teatro Franco Parenti di Milano, dal titolo La battaglia per la libertà di espressione: Salman Rushdie ci racconta in prima persona la sua esperienza degli anni della fatwa. Continua a leggere “La battaglia per la libertà di espressione: Salman Rushdie racconta in prima persona a BookCity la sua esperienza degli anni della fatwa”